Apertura nuove farmacie, il commercialista: ecco cosa fare passo per passo

 

Articolo di Attilia Burke di farmacista33.it

Dall’apertura delle partita Iva, alle comunicazioni da fare alle Asl competenti, Fofi, Enpaf, fino all’iscrizione al Conai per lo smaltimento degli imballaggi, senza il quale si rischiano di pagare multe salate. Le procedure da avviare quando si apre una nuova farmacia non si contano assolutamente sulle dita di una mano, ma ogni errore può costare molto caro e rallentare, se non proprio bloccare, l’apertura della nuova attività. Alla vigilia dell’assegnazione delle nuove sedi tramite concorso straordinario dalla Regione Lazio, Roberto Santori, commercialista dello Studio associato Bacigalupo – Lucidi ha spiegato, in occasione di una serata informativa organizzata dall’Ordine dei farmacisti di Roma, passo per passo cosa dovrà fare il futuro titolare di farmacia. Il primo passo è aprire la partita Iva. «Bisogna presentare un apposito modello compilato all’Agenzia delle entrate che, in cambio, rilascerà il codice a 11 cifre che accompagnerà la farmacia per tutta la “sua” vita» ha spiegato. «Successivamente un tecnico “fiscalizzerà” i registri di cassa, ovvero inserirà il numero di P.Iva. Dal 1 gennaio 2014 non è più necessario mandare comunicazione via raccomandata della fiscalizzazione all’Agenzia delle entrate».

Il commercialista ha ricordato che in una farmacia i documenti che certificano i ricavi sono tre: scontrino, fattura e distinta contabile riepilogativa. «Nel primo caso è possibile vendere indistintamente dall’aliquota Iva i prodotti (prodotti dietetici = Iva 4%; farmaci = Iva 10%; parafarmaci = Iva 22%) perché esiste un meccanismo cosiddetto di “ventilazione”, fruibile dalle farmacie, che permette, a chi si occupa della contabilità, di scorporare l’Iva in un secondo momento. Lo stesso avviene per la distinta contabile riepilogativa, che è il riepilogo mensile delle entrate derivanti dai farmaci dispensati dal Ssn. Diverso è il discorso quando un cliente richiede la fattura, in questo caso va evidenziato lo scorporo tra imponibile e Iva per ogni prodotto. Per quanto riguarda i ricavi derivanti da servizi bisogna distinguere tra quelli esenti da Iva, ovvero svolti da un operatore sanitario (podologo, fisioterapista ecc.), dove l’esenzione verrà evidenziata nello scontrino o fattura, e quelli con Iva al 22% (autoanalisi, noleggi, ecc..)».

È importante poi tenere da parte tutte le fatture di acquisto, questo permetterà così di effettuare la liquidazione periodica dell’Iva, che è l’Iva sulle vendite meno l’Iva sugli acquisti: «Questo è un momento fiscalmente fortunato perché c’è un’agevolazione che vale fino al 31/12/2016, un “super-ammortamento” sull’acquisto di beni strumentali nuovi che permette di dedurre il 140% di ciò che viene acquistato», sottolinea Santori. Successivamente, spiega l’esperto: «Bisogna presentare al Comune il modello Scia per il rilascio dell’autorizzazione amministrativa per la vendita di prodotti al di fuori dei farmaci. Un passaggio essenziale perché la ricevuta serve per l’iscrizione alla Camera di commercio, senza la quale non è possibile aprire il conto corrente dell’azienda in banca. Per l’iscrizione alla Camera di commercio è necessario avere una Pec e entro 60 giorni dal riconoscimento, bisogna trasmettere l’atto costitutivo della società ai sensi dell’art. 8 della legge 362/91 mediante raccomandata R.R. alla Fofi, all’assessorato sanità presso la Regione, all’Ordine dei farmacisti e alla Asl competente per territorio. Inoltre – prosegue Santori – bisogna chiedere alla Asl il numero distintivo regionale per la fornitura del Ssn e al contempo comunicare il numero di conto corrente aziendale per l’accredito delle distinte contabili e, per conoscenza anche all’Ordine, i nominativi del personale laureato presente in farmacia». Un passaggio fondamentale da non dimenticare, ricorda il commercialista, è l’iscrizione al Conai, il consorzio per lo smaltimento degli imballaggi. Si pagano 5,16 euro inizialmente dopodiché il servizio è gratuito, ma in caso di non adesione la sanzione è pesantissima. Non bisogna dimenticarsi, inoltre, “di sottoscrivere un’assicurazione (furto, incendio, ricette…) e il contratto per lo smaltimento dei rifiuti speciali (neon, toner, ecc…) – sottolinea Santori – Per quanto riguarda l’Igiene dei locali bisogna compilare un’autocertificazione. E’ necessario acquistare gli estintori e la sottoscrizione al contratto manutenzione per la revisione semestrale. Bisogna fare richiesta al Comune della licenza sulle insegne, e avere l’attestato di frequenza del corso per la sicurezza e l’Igiene sul lavoro. Viene richiesta anche una valutazione dello stress da lavoro se ci sono meno di 10 dipendenti nella farmacia. Fondamentale è poi la predisposizione del registro di carico e scarico degli stupefacenti, dei libri fiscali e attestati scritture contabili che devono obbligatoriamente essere tenuti in farmacia. E’ consigliato valutare l’eventuale apertura di una posizione Credifarma, Interfarma e Farmanuova per ottenere in anticipo il corrispettivo delle entrate derivanti da Ssn. E queste sono solo alcune delle procedure essenziali», conclude il commercialista.

 

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